NON MANCANO MEDICI, MANCANO SPECIALISTI – riforma post-laurea e sblocco SSM20

Il Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Bologna Dott. Giancarlo Pizza, concorda con i rilievi qui di seguito rappresentati Dott.ssa Marchetti Giulia ed altri colleghi ed invita le Autorità competenti ad  intervenire quanto prima per la soluzioni dei problemi evidenziati.

Dicono che mancano medici. Siamo 24 000 medici abilitati e siamo pronti a prestare il nostro servizio, ma a nessuno interessa.

Laurearsi in Medicina e Chirurgia è difficile. Specializzarsi è, per molti di noi, impossibile: l’epopea di giovani medici ingannati da una formazione post-laurea mal organizzata.

 

Sono la Dottoressa Giulia Marchetti, Medico Chirurgo. Scrivo perchè sento il bisogno di fare corretta informazione su un tema che dovrebbe essere caro a tutti: la formazione post-laurea dei giovani medici in Italia. Cercherò di essere breve e chiara, pur non tralasciando i dettagli che rendono questa storia, a tratti, incredibile.

 

L’iter per formare un medico è lungo: sei anni di Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia e altri quattro o cinque anni di Scuola di Specializzazione. Specializzarsi non è solo il ‘coronamento di un sogno’, ma l’unico modo che un medico ha per lavorare all’interno del nostro Servizio Sanitario Nazionale, oltre alla Medicina Generale. Per accedere ad una Scuola di Specializzazione occorre partecipare ad un concorso.  Tale concorso negli ultimi anni è stato il mezzo attraverso il quale la Pubblica Amministrazione ha generato quello che viene definito ‘imbuto formativo’: molti medici partecipano, ma pochi, rispetto alla reale necessità, entrano in Scuola di Specializzazione. Per rendere chiaro il problema, ecco qualche numero: al concorso svoltosi in data 22 Settembre 2020 hanno partecipato 23 756 candidati a fronte di un totale di 14 455 contratti disponibili per la formazione medica specialistica, pertanto oltre 9 000 medici abilitati rimarranno esclusi [https://www.miur.gov.it/web/guest/-/prova-di-ammissione-alle-scuole-specializzazione-di-area-sanitaria]. Negli anni, e specialmente quest’ultimo anno, i contratti disponibili sono aumentati, tuttavia lo sforzo non è sufficiente: entro il 2023 potrebbero mancare circa 10mila medici specialisti, e in uno scenario più pessimistico ma sempre realistico la mancanza potrebbe arrivare a circa 24mila [https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/09/28/sanita-nel-2023-mancheranno-oltre-10mila-specialisti_b091f293-0679-40b8-a502-0758b1981edb.html]. Nella pratica questo significa che in futuro i cittadini avranno sempre maggiore difficoltà, se non impossibilità, ad essere curati nel rispetto dell’articolo 32 della nostra Costituzione: la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

 

La storia non si fa con i ‘se’ ed i ‘ma’, per questo espongo di seguito lo storico dettagliato del vergognoso iter che ci ha visto protagonisti come partecipanti al concorso SSM2020.

24 luglio: pubblicazione del bando di concorso, con data dell’esame il 22 settembre 2020.

Successivamente si sollecita la pubblicazione dell’allegato che dettagli il numero di borse messe a concorso per ogni specialità. Inoltre non si conosce ancora la procedura con cui il Ministero ha intenzione di proteggere i concorrenti dal contagio da SARS-COV-2. Vedendo la crescita dell’indice di contagio R0, viene chiesto al Ministero di confermare l’intenzione di svolgere il concorso il mese successivo.

28 agosto: il Ministro Manfredi conferma, prima tramite un post sul suo profilo Facebook, poi mediante comunicazione ufficiale sul sito del MIUR [https://www.miur.gov.it/web/guest/-/comunicato-del-28-08-2020-concorso-di-ammissione-dei-medici-alle-scuole-di-specializzazione-di-area-sanitaria-a-a-2019-2020], la data del concorso. Inoltre viene rinviata all’8 settembre 2020 la comunicazione delle sedi in cui i candidati dovranno svolgere la prova (inizialmente prevista per l’1 settembre 2020). I candidati, a meno di un mese dal test, non sanno ancora come organizzarsi per raggiungere le sedi concorsuali.

15 settembre: 7 giorni prima del test, viene comunicato il numero di borse messe a concorso e la distribuzione nelle scuole [https://www.miur.gov.it/web/guest/-/concorso-di-ammissione-dei-medici-alle-scuole-di-specializzazione-di-area-sanitaria-a-a-2019-20-1].

22 settembre: svolgimento del concorso: 23.756 candidati concorrono per 14455 posti; la prova, della durata di 210 minuti, svoltasi in presenza, ha previsto la soluzione di 140 quesiti a risposta multipla. La graduatoria nazionale, come definito dal bando, verrà pubblicata il 5 ottobre 2020.

5 ottobre: compare sul sito del MIUR un avviso che rinvia, a data da destinarsi, la pubblicazione della graduatoria [https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuole-di-specializzazione-di-area-sanitaria-rinvio-pubblicazione-della-graduatoria-unica-nazionale-di-merito]. Il Ministero attribuisce la causa del rinvio ai numerosi ricorsi ricevuti e alla necessità di procedere alla corretta formazione della graduatoria nel rispetto del dictum cautelare dell’autorità giudiziaria.

Viene chiesta una nuova data di pubblicazione della graduatoria. Vie non ufficiali indicano la data del 26 ottobre 2020 come possibile.

7 ottobre: il Ministero comunica, nell’area personale Universitaly di ciascun candidato, che la Commissione nazionale ha giudicato fondate le segnalazioni fatte relativamente a due domande presenti nella prova di concorso (domanda 128 e domanda 87), pertanto si dovrà procedere al ricalcolo del punteggio.

12 ottobre: il Ministro afferma, in un intervento all’assemblea del Comitato Universitario Nazionale, che il 26 ottobre non verrà pubblicata la graduatoria, ma verranno comunicate notizie sulla futura data di pubblicazione della graduatoria.

26 ottobre: contrariamente a quanto affermato dal Ministro il 12 ottobre, alle ore 15 viene pubblicata la graduatoria, tuttavia provvisoria per gli ulteriori sopravvenuti ricorsi. [https://www.miur.gov.it/web/guest/-/concorso-per-l-accesso-dei-medici-alle-scuole-di-specializzazione-di-area-sanitaria-per-l-a-a-2019-2020-comunicazione-ai-candidati].

2 novembre: senza alcun preavviso, nell’area personale Universitaly di ciascun candidato,  è permesso scegliere le specializzazioni e le sedi in cui immatricolarsi; la data di inizio di tale procedura sarebbe dovuta essere, come da cronoprogramma, il 9 novembre 2020; tale procedura rimane aperta per circa mezz’ora poi l”errore’, se così può chiamarsi, viene corretto: il Ministero annulla le scelte operate dai candidati e parla di bug informatico.

9 novembre: viene pubblicato il cronoprogramma aggiornato [https://www.miur.gov.it/web/guest/-/concorso-per-l-accesso-dei-medici-alle-scuole-di-specializzazione-di-area-sanitaria-per-l-a-a-2019-2020-nuovo-cronoprogramma-]. Il nuovo cronoprogramma prevede l’avvio della fase delle scelte a partire da lunedì 23 novembre p.v. fino a venerdì 27 novembre 2020, con assegnazioni il 30 novembre 2020 e termine per le immatricolazioni mercoledì 9 dicembre 2020. L’avvio della fase straordinaria di recupero è previsto per il 16 dicembre 2020. L’inizio delle attività didattiche resta fermo, così come previsto dal bando del 24 luglio 2020, n. 1177, alla data del 30 dicembre 2020.

23 novembre: viene aperta la fase di scelta;  viene contestualmente comunicato che la graduatoria, allo stato degli atti e del contenzioso, è stata aggiornata e che, per motivi ignoti, la fase di scelta si chiuderà il 30 novembre 2020 alle 12.00 (e non il 27 come da cronoprogramma) [https://www.universitaly.it/uploads/ssm/2020/DDG_Aggiornamento_graduatorie_SSM_2019_2020_m_pi_AOODPFSR_REGISTRO%20DECRETI_0001948_23_11_2020.pdf].

30 novembre: la fase di scelta, che avrebbe dovutoconcludersi alle 12.00, per motivi ignoti viene prolungata fino alle 23:59:59; inoltre si informa che in esecuzione di provvedimenti giurisdizionali del giudice amministrativo, alcuni candidati sono stati ricollocati e/o riposizionati in graduatoria.

1 dicembre: un comunicato ANSA (sito non ministeriale) [https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/sanita/2020/12/01/concorso-specializzazioni-medicinaaggiornata-la-graduatoria_9edd9363-4266-42f7-8102-cd2a892c3121.html]informa i candidati di un nuovo slittamento: la fase di scelta terminerà l’1 dicembre 2020 (e non il 30 novembre 2020), le assegnazioni verranno comunicate il 3 dicembre 2020, i candidati si immatricoleranno dal 4 al 10 dicembre 2020.

2 dicembre: emerge un nuovo problema: i ricorsi contro l’annullamento della domanda 87; viene pubblicato un decreto del Consiglio di Stato che allude alla necessità di adempiere alle  successive procedure concorsuali solo dopo la decisione cautelare collegiale della camera di consiglio fissata il 15 dicembre 2020.  Le associazioni contattano il Ministero che tuttavia  conferma la pubblicazione delle assegnazioni il giorno successivo.

3 dicembre: il MUR comunica che le assegnazioni vengono rimandate ‘di qualche giorno’ e che a seguito della pubblicazione della decisione che il Consiglio di Stato adotterà nell’udienza collegiale fissata per il 15 dicembrep.v.,  sarà reso noto il cronoprogramma aggiornato delle successive fasi della procedura concorsuale [https://www.miur.gov.it/web/guest/-/scuole-di-specializzazione-di-area-sanitaria-a-a-2019-2020-rinvio-fasi-di-procedura-delle-assegnazioni-dei-candidati]. Il Ministro Manfredi, si scusa con un video sui social.

 

Oggi, 5 dicembre 2020, non abbiamo certezze se non che siamo 24 000 medici abilitati e siamo pronti a prestare il nostro servizio, ma a nessuno interessa.

Ora vorrei dire a tutti coloro che invocano lo slogan ‘mancano i medici in Italia’, che i medici non mancano (siamo almeno 24000), mancano gli specialisti bloccati in un ‘imbuto formativo’ da un sistema messo in ginocchio dai tagli che per anni sono stati imposti alla Sanità. Questo è il primo problema. Ad aggravare la situazione, le incertezze del concorso SSM20: circa 14 000 medici non sanno quando potranno prendere servizio negli ospedali (il 30 dicembre 2020 è inverosimile), migliaia hanno rifiutato o si sono dimessi da lavori sul territorio in quanto sono tutti incompatibili con la presa di servizio nel caso vincessero una Borsa di Specializzazione. In 24000 siamo in attesa di sapere cosa ne sarà delle nostre vite ed eventualmente in quale parte d’Italia dovremo trasferirci con soli dieci giorni di preavviso per poterci organizzare.

 

Siamo sfiduciati, delusi, preoccupati, stanchi di non avere risposte o averle contraddittorie. Crediamo di meritare il rispetto che domani, assieme a devozione ed impegno, riserveremo a tutti i nostri pazienti.

Vorrei si conoscesse questa storia, vorrei che se ne parlasse. La voce di tanti echeggia meglio e più a lungo. Siamo 24 000 medici abilitati e siamo pronti a prestare il nostro servizio, ma a nessuno interessa.

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