Nella sua analisi di scienza, costume, arredamento, volta al territorio della Corleone del '700, con ascendenze documentate al XIV secolo (con maestri quali Perino da Corleone e Franco de Abixia, operosi alla corte dei Chiaromonte), Antonino Giuseppe Marchese annovera diversi aromatari che costituiscono l'efficace geografia del riflesso della medicina e della pratica galenica con botteghe ricche di 'bornji', libri da spezierie, oggetti in rame e bronzo, droghe e composti (dalla conserva di cotognata a quella di rose), sciroppi, oppiacei, pillole, essenze e spiriti (dallo spirito di carne di cervo all'essenza di erba bianca), olii, impiastri ed unguenti.
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