Il libro "Achtung Bambini" comincia con cifre impressionanti. E prosegue con una lunga serie di orrori che vedono come vittime bambini in ogni parte del mondo, anche nelle nostre città. È un racconto che sembra incredibile, che vorremmo appartenesse a un altro pianeta.
Ma ci sono i numeri e le testimonianze di chi ha vissuto e vive realtà terribili e prova a denunciarle, spesso inascoltato. Tante storie, una dietro l'altra, spesso simili quasi a rappresentare un rosario di dolore. Dai bambini-soldato agli schiavi (non importa se inseriti nel vergognoso mercato del turismo sessuale o della mendicità o di uno sfruttamento chiamato “lavoro”), dai mutilati per le mine anti-uomo sparse in tante zone del mondo alle piccole vittime dei trafficanti di organi, agli innocenti malati di Aids e ai milioni di esseri privati di cibo, cure mediche, istruzione, fino ai fanciulli che abitano ai margini delle strade delle grandi città.
Crisalli, non cede mai alla commozione perché prova a non lasciarsi dominare dagli avvenimenti che racconta, ma si indigna e chiama tutti a raccolta, coinvolgendo il lettore al punto da farci sentire responsabili per i lunghi silenzi di una società cosiddetta civile, per quanto è avvenuto, avviene e accadrà, a milioni di innocenti: in Africa, Asia, nelle Americhe, in Australia, nella nostra Europa.
Più che un libro, "Achtung Bambini" è un pugno nello stomaco. Più che un pugno nello stomaco è una bomba che esplode nelle nostre coscienze. Si deve fare qualcosa. Dobbiamo fare qualcosa. Giuliano Crisalli, da giornalista, entra con apparente distacco – ma lo sdegno emerge tra le righe – in un mondo che vive al fianco della nostra indifferenza. Ne nasce un reportage senza precedenti, cucito attraverso storie che, da oggi, non possiamo più far finta di ignorare.
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