La Federazione degli Ordini dei Medici dell’Emilia Romagna ha chiesto formalmente agli amministratori della regione Emilia Romagna di non procedere alla concessione di nulla osta alla costruzione di nuovi inceneritori, per il concreto pericolo di inquinamento ambientale e danni alla salute umana.
Dal Governo Italiano è scattata una reazione inaspettata: il ministro dello Sviluppo Economico Bersani ha chiesto ai ministri Turco (Salute) e Mastella (Giustizia) di valutare “se l’iniziativa in esame possa costituire un’inammissibile sviamento dalle finalità istituzionali e comunque dagli ambiti di attività consentiti dalla legge, ai fini dell’eventuale adozione di tutte le misure ritenute necessarie, anche non solo disciplinari, nei confronti dei responsabili”.
In sostanza il Ministro Bersani chiede di valutare se è il caso di sanzionare i Medici per la loro iniziativa, che ha come finalità la tutela della salute della popolazione e la salvaguardia dell’ambiente.
Il Gruppo Medicisenzainceneritori, che sta affrontando problematiche analoghe, per quanto riguarda il progetto di un grande inceneritore in Canavese, esprime la propria indignazione nei confronti della dura presa di posizione del Ministro Bersani e manifesta la propria solidarietà ai Colleghi dell’Emilia Romagna.
Essi, con questa iniziativa hanno dimostrato un’altissima sensibilità nei confronti del problema inquinamento ambientale ed un grande valore etico, per aver posto in essere i precetti della deontologia professionale: il rispetto della salute dell’uomo a partire dalla prevenzione primaria.
Infatti l’articolo 5 del nuovo Codice Deontologico dei Medici recita: “Il Medico è tenuto a considerare l’ambiente nel quale l’uomo vive e lavora quale fondamentale determinante della salute dei cittadini (…). Il Medico favorisce e partecipa alle iniziative di prevenzione, di tutela della salute nei luoghi di lavoro e di promozione della salute individuale e collettiva”.
Il Gruppo Medicisenzainceneritori auspica che l’esempio della Categoria Medica dell’Emilia Romagna sia presto seguito da analoghe iniziative nelle altre regioni d’Italia, affinché i vertici istituzionali del Paese acquisiscano la consapevolezza che è necessario ed urgente evitare i gravi pericoli di inquinamento legati agli impianti di incenerimento.
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