Il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici e degli Odontoiatri torna con alcune
riflessioni sul tema dell’errore in medicina, chiamando in causa il ruolo centrale dei media
“Dopo il fragore delle notizie sui presunti morti in ospedale per errori medici, dati che immediatamente abbiamo denunciato come infondati e che poi sono stati smentiti dalle stesse fonti, è necessario che resti alta l’attenzione dei mass-media sulle iniziative concluse e quelle da assumere per promuovere la sicurezza delle cure” - ha dichiarato Amedeo Bianco, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri.
“Il fenomeno “errori evitabili”, vero e proprio “ tallone d’Achille” di tutti i moderni servizi sanitari – ha continuato - sottraendo qualità e risorse ai servizi e soprattutto fiducia ai cittadini, rappresenta un nemico minaccioso da combattere con tutte le armi disponibili compresa una corretta informazione in grado di ricoprire un ruolo importante in questa guerra.
E’ infatti di straordinaria utilità una comunicazione capace di dare il giusto risalto alle attività avviate nelle aziende sanitarie, presso gli Assessorati regionali competenti, presso il Ministero della Salute con l’obbiettivo di valutare e, se necessario, correggere i processi di diagnosi e cura, al fine di garantirne la sicurezza.
Queste iniziative di “ risk management “, fondate su una sistematica analisi dei molteplici fattori di rischio, legati alla specificità delle patologie trattate, ai bisogni ed alle caratteristiche di ciascun paziente, così come alla complessità dei contesti tecnologici , professionali ed assistenziali, vanno supportate da coerenti processi di formazione degli operatori affinchè il tema dell’errore evitabile venga strappato alla cultura dei silenzi complici e della mera colpevolizzazione del singolo”.
Secondo il Presidente della FNOMCeO “gli errori evitabili si annidano nei sistemi in proporzione
diretta alla loro complessità e ai livelli di inadeguatezza organizzativa e gestionale: ecco perché gli
strumenti per evitare gli errori portano al miglioramento continuo della qualità professionale e dei servizi e ottimizzano il contenuto e le modalità delle relazioni tra cittadini e professionisti e tra questi e le Istituzioni sanitarie”.
“La stessa tutela assicurativa, che oggi si stima comporti oneri annui alle aziende sanitarie per circa 550 milioni di euro, se supportata da politiche serie di prevenzione e gestione del rischio clinico, potrebbe comportare, come già avvenuto in alcune aziende, una riduzione dei costi e le conseguenti economie potrebbero essere reinvestite in sicurezza, così da scoraggiare le pratiche difensive e, nel contempo, permettere di riconoscere in tempi certi e ragionevoli il giusto risarcimento a coloro che eventualmente abbiano subito un danno evitabile”.
“Sarebbe opportuno – ha concluso Bianco - che, anche attraverso l’analisi degli errori, il diritto alla
tutela della salute e quindi alla sicurezza delle prestazioni, tornassero al centro delle politiche sanitarie. Per quanto riguarda l’informazione potrà ancora di più rendersi utile se riuscirà a dar voce, oltre al fragoredegli alberi che cadono anche al brusio della foresta che cresce”.
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