I tempi brevissimi della riforma delle professioni animano il dibattito in maniera non sempre costruttiva, registrando dichiarazioni che, purtroppo, costringono a doverose repliche. E’ stato il presidente della Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Ente ausiliario dello Stato, a dover replicare ad una dichiarazione di Stefano Biasioli, presidente della CIMO- ASMD, una sigla sindacale della categoria dei dirigenti medici ospedalieri.
“Atteso il buon diritto di ognuno a rivendicare ruoli e spazi di confronto - ha dichiarato Bianco – il dr. Biasioli sembra ignorare la forte volontà riformatrice che anima e accomuna il gruppo dirigente della Federazione. E spiace dover rilevare nelle sue ultime dichiarazioni un ingiustificato e gratuito pregiudizio sulla responsabilità istituzionale dell’attuale dirigenza Fnomceo, in riferimento al progetto di riforma degli Ordini professionali”.
Com’è noto, venerdì scorso è stato aperto il round di consultazioni che il sottosegretario alla Giustizia, Luigi Scotti, ha avviato, su incarico del Guardasigilli, con gli Ordini e le associazioni professionali, proprio per discutere i principi della riforma. Ma la Cimo-Asmd, in una lettera inviata agli onorevoli Mastella, Prodi e Turco, i cui contenuti sono apparsi on line, ha indebitamente posto riserve della Fnomceo.
“Modernizzare le nostri istituzioni ordinistiche, facendone soggetti attivi e propositivi di un più vasto progetto di modernizzazione del Paese - ha perciò puntualizzato Bianco - significa anche rimuovere arcaiche procedure elettorali e superate operazioni elettive che, sottraendo consenso (e dissenso!) riducono la forza e l’incisività di proposte e di azioni: questo progetto ha invece bisogno di tutte le buone intenzioni in campo e di una forte unità delle varie componenti categoriali che mi ostino a volere e a sollecitare anche al di là e contro ingiustificati e gratuiti pregiudizi”.
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