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Golgi, Architetto del Cervello: Una Mostra

pubblicata il 3 Luglio 2006


Nel 2006 ricorre il centenario dell'assegnazione del Premio Nobel per la medicina a Camillo Golgi, che con la sua ricerca ha posto le basi per i successivi sviluppi di molte scienze. Per celebrare questa ricorrenza il Sistema Museale di Ateneo dell'Università di Pavia allestirà dal 9 settembre al 19 dicembre 2006 la mostra "Golgi, Architetto del Cervello".

La mostra realizzata dall’Università degli Studi di Pavia, sviluppa un percorso storico a partire dalla tradizione biologica pavese, che fra Settecento e Ottocento ebbe la sua massima espressione con Antonio Scarpa, Lazzaro Spallanzani e Bartolomeo Panizza, per giungere al grande momento, successivo all’unità d’Italia, che vide l’opera di Cesare Lombroso e Giulio Bizzozero, dai quali Golgi trasse ispirazione per le sue ricerche subito dopo la laurea ottenuta a Pavia nel 1865.
Nelle intenzioni del giovane laureato quello doveva essere l’incipit di un’onesta professione medica, ma il fascino contagioso che emanava da una personalità eclettica ed entusiasta come quella di Lombroso non dovette tardare a segnare le sorti di Camillo Golgi. Non era più la cura dei malati l’ideale professionale a cui sentiva di dover dedicare una vita. Ben più affascinante era diventato ai suoi occhi lo studio dell’encefalo e dei fenomeni nervosi. Tuttavia al meticoloso Golgi la personalità di Lombroso svelò presto le sue bizzarrie e le sue deficienze metodologiche, così, insoddisfatto da quella mancanza di rigore, lo scienziato iniziò a frequentare l’Istituto di Patologia Generale diretto da Giulio Bizzozero. Sotto la sua guida il futuro premio Nobel ebbe chiaro l’itinerario scientifico da seguire: la via istologica alla neurobiologia.

Le sezioni tematico - didattiche

A questa necessaria digressione storica il percorso accompagna alcune sezioni tematico-didattiche che illustrano i temi fondamentali delle ricerche di Golgi.
In primo luogo viene affrontato il legame tra l’opera di Golgi e gli sviluppi più recenti delle neuroscienze.
Una seconda sezione tematica riguarda i contributi dello scienziato pavese all’infettivologia, e, in particolare, alle scoperte sulla biologia del parassita malarico nel sangue umano. Grazie alla sua capacità di correlare la variabilità dei quadri ematologici alla forma clinica, Golgi fu in grado di svelare il segreto dell’intermittenza delle febbri, riuscendo a dimostrare che l’accesso febbrile deriva dalla ‘sporulazione’ (riproduzione) del plasmodio (legge di Golgi).
Alla citologia è infine dedicata la terza sezione che illustra l’opera scientifica di Golgi, in particolare attraverso l’esposizione dei documenti legati alla scoperta dell’apparato reticolare interno o apparato di Golgi.

Il percorso biografico
All’evoluzione delle ricerche di Golgi si intreccia un percorso biografico, attraverso l’esposizione dei documenti principali della sua vita e della sua carriera. Si illustrano così lo stato della scienza a cavallo dell’unità d’Italia, gli sviluppi del positivismo medico biologico nel nostro paese, le difficoltà e le possibilità di acquisire un’originale formazione scientifica nella seconda metà dell’Ottocento e il ruolo delle Università nella promozione della ricerca nell’epoca post-unitaria. Si affronta l’avventura politico-amministrativa dello scienziato, sia in ambito locale, in qualità di rettore dell’Università, preside della Facoltà di Medicina, Assessore all’Igiene del comune di Pavia, sia in ambito nazionale, come senatore del regno a partire dal 1900.
L’ultima parte della mostra è quindi dedicata alla scuola di Camillo Golgi: nell’Istituto di Patologia Generale si formarono o si specializzarono alcuni dei nomi più rilevanti della biologia italiana fra Ottocento e Novecento. Basti pensare a Emilio Veratti, cui si deve la scoperta del reticolo sarcoplasmatico, Adelchi Negri, lo scopritore dei corpi che portano il suo nome nel cervello dell’uomo o degli animali infettati dal virus della rabbia, Aldo Perroncito, le cui indagini permisero di chiarire le fasi fondamentali del processo di rigenerazione del nervo periferico dopo lesione sperimentale, Antonio Carini che identificò il Pneumocystis Carinii, il microrganismo ora responsabile delle frequenti pneumopatie in corso di immunodeficienza acquisita, Battista Grassi, lo scopritore dell’Anopheles della malaria nell’uomo.
Oltre a questi allievi diretti, la scuola di Golgi ebbe importanti rapporti scientifici con molti scienziati stranieri, alcuni dei quali trascorsero periodi di studio e approfondimento scientifico nel laboratorio di Patologia Generale e Istologia.
Fra questi basta ricordare Albert von Koelliker, il padre dell’Istologia nell’Ottocento, Fridtjof Nansen, zoologo illustre, che imparò nel laboratorio di Golgi le tecniche istologiche per lo studio della struttura del sistema nervoso centrale e in seguito divenne famoso esploratore polare e futuro premio Nobel per la pace, Henry Herbert Donaldson che selezionò i famosi ratti albini Wistar utilizzati in tutti i laboratori del mondo, il russo Serge Soukhanoff, noto per i suoi studi sull’apparato di Golgi.

Documenti, preparati anatomici e hands on
Lungo il percorso espositivo il visitatore potrà ammirare preparati anatomici realizzati alla fine del Settecento dai maestri della scuola anatomica pavese, strumenti antichi e documenti originali oggi conservati al Museo per la Storia dell’Università e all’Istituto di Patologia Generale, dove Golgi condusse per quasi cinquant’anni anni le sue ricerche.
Hands on e installazioni multimediali permetteranno di sperimentare direttamente il fascino della ricerca nell’ambito delle neuroscienze.
Un viaggio nelle scienze, quindi, che saprà affascinare gli studenti delle scuole, che potranno finalmente “conoscere con mano” l’apparato di Golgi e lo sviluppo della malaria, ma che attirerà anche l’attenzione degli adulti, che avranno la possibilità di approfondire la conoscenza di quel misterioso motore che è il cervello umano.

Le visite guidate
Sono stati progettati percorsi di visita guidata specifici per le varie scuole. Attraverso la guida di esperti della didattica e delle scienze gli studenti potranno avvicinarsi alle neuroscienze e approfondire la figura di Golgi.

9 e 15 settembre: ingresso gratuito per gli insegnanti

Il primo giorno della mostra, il 15 settembre, sarà consentito agli insegnanti di accedere gratuitamente all’esposizione.

ORGANIZZAZIONE
Curatore
Paolo Mazzarello
paolo.mazzarello@unipv.it

Comitato Scientifico
Luciana R. Angeletti, Marina Bentivoglio, Fabio Bevilacqua, Alberto Calligaro, Claude Debru, Paolo Mazzarello, Gustavo Merico, Sergio Pecorelli, Marco Piccolino, Pierfranco Spano, Vanio Vannini, Tomaso Vecchi

Comitato Organizzativo
Franca Banchieri, Marina Bertolotti, Lea Cardinali, Patrizia Contardini, Lidia Falomo, Lucio Fregonese, Carla Garbarino

Collaboratori
Luigi Cattaneo, Lorenzo Duico, Roberto Gaetano, Beppe Gullotta, Michele Belotti, Emanuela Michelon, Maria Pia Milani, Susanna Sora, Cristina Trevaini, Andrea Vai, Angela Volpi

Allestimento
Enrico Valeriani con Francesco Ardizzone Grafica
Ferro comunicazione design

Ufficio stampa e segreteria organizzativa
Echo arte e comunicazione
Tel. 0382 301864/304578, fax 0382 533498
mostre@echo.pv.it


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