Riportiamo la Sentenza del Tribunale di Bologna n. 274 del 31 gennaio 2006.
La sentenza si pone sul solco della recente giurisprudenza in materia di responsabilità professionale da contatto.
Il caso è quello di una paziente morta dopo 5 mesi di coma per una reazione allo iodio utilizzato nel corso di una mielotomografia assiale computerizzata. Elemento determinante – che ha fatto escludere l’imprevedibilità dell’evento e ha quindi configurato la responsabilità dei sanitari e della casa di cura - il fatto che nel corso della anamnesi tale allergia allo jodio era emersa (seppure in maniera dubbia).
Il giudice si è quindi pronunciato per il risarcimento danni a favore dei figli della defunta (che agivano in proprio e come eredi) da pagarsi in solido tra casa di cura e medici che avevano operato sulla paziente. Per questi ultimi poi in giudice – prendendo atto che gli stessi erano liberi professionisti - ha configurato la responsabilità da contatto sociale.
Si segnala la sentenza anche per la ampia e articolata ricostruzione dei diversi istituti giuridici relativi alla responsabilità medica.
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