Grande soddisfazione esprime il Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO), Aristide Paci, per i risultati del MONITOR BIOMEDICO 2006, realizzato dal Forum per la Ricerca Biomedica e dal CENSIS, dove emerge come sia solido il rapporto dei cittadini con il proprio medico di medicina generale.
Il 72,6 per cento , infatti, giudica ottimo o bravo il proprio medico di famiglia; l’88,7 per cento indica come sia sempre presente nell’orario di ricevimento; mentre è l’85,1 per cento a sostenere come egli valuti sempre attentamente i sintomi. Ma dal medico di famiglia non vengono tralasciati nemmeno gli aspetti psicologici e relazionali: oltre il 78 per cento del campione analizzato, infatti, sostiene che il proprio medico sia molto attento anche a questi indicatori. Infine, il 41 per cento dichiara di non aver difficoltà alcuna a reperirlo fuori dall’orario di studio.
“E' un’ulteriore conferma", ha dichiarato Paci, "di come il medico di famiglia sia uno dei cardini fondamentali nell’architrave sanitario degli italiani”. Tali risultati sono stati realizzati analizzando un campione di cittadini di quattro regioni italiane, Piemonte, Umbria , Puglia e Sardegna: il nord, quindi, il centro, il sud ed un’isola del nostro Paese. E dal nord al Sud il refrain è unico: il vero problema della sanità, per i cittadini italiani, è la lunghezza delle liste d’attesa, dato che la indica così oltre il 67 per cento degli italiani. Ma questo non è certo un problema addebitabile ai medici, riguardando invece tutte quelle tematiche organizzative del nostro Servizio Sanitario Nazionale che andranno modificate: e anche su tale argomento i medici vogliono far sentire alta la loro voce”. E’ stato infatti proprio il nuovo presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, Aristide Paci, a sottolineare più volte come il problema delle liste d’attesa vada affrontato a tutto tondo, evitando strumentalizzazioni e atteggiamenti demagogici. Il cittadino in sostanza dovrà essere informato che, quando le prestazioni possono essere oggettivamente e senza nocumento differite, deve evitare pressioni, e ciò a tutto vantaggio dell’appropriatezza della cura. “Spero", ha concluso infine Paci, "che queste cifre sgombrino definitivamente il campo- ove fosse necessario- da ogni ombra sulla saldezza del rapporto medico-paziente: sono cifre non diffuse da noi, in maniera autoreferenziale a difesa della categoria, ma vengono rese note da altri autorevoli referenti”.
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