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Ex Parlamentari a Dirigere le ASL? No Grazie

pubblicata il 8 Marzo 2006


Ex parlamentari a dirigere le ASL? La Federazione Nazionale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri punta il dito su un nuovo rischio di sudditanza politica: "Con un colpo di mano, sono stati varati due commi all’interno della legge n . 43 del 1° febbraio 2006, quella che disciplinerà le professioni sanitarie non mediche, creando almeno sei nuovi Ordini professionali.

Infilati all’ultimo momento, permetteranno che, a dirigere un’azienda ospedaliera, possa ora essere chiamato un ex senatore, un ex deputato, o anche solo un ex consigliere regionale. E se si tratta di un medico, sarà esonerato dalla Formazione continua: ecco confezionato ad hoc un incarico “di riserva” per eventuali parlamentari non rieletti", si legge in una nota della Federazione.

“Al di là di qualsiasi altra considerazione", ha dichiarato Aristide Paci, presidente FNOMCeO, "bisogna evitare con ogni mezzo che, in una Azienda sanitaria, ci sia commistione tra politica e gestione. La FNOMCeO su questo argomento ha sempre avuto le idee chiare: il ruolo gestionale deve essere affidato a chi ne ha le competenze”. Come dire: basta con la lottizzazione della Sanità che di certo non giova alla salute dei cittadini.

I due commi sono stati aggiunti all’articolo 2 di tale legge, laddove si definiscono i Requisiti per l’iscrizione ai nuovi Albi. Proprio in questa sezione, vengono in sostanza modificati i precedenti requisiti per accedere alla carica di Direttore Generale di un’azienda sanitaria, disciplinati dal Decreto legislativo 502 del 1992. “Questa operazione", aggiunge Paci, "rischia di esporre il sistema sanitario, già peraltro provato, al rischio di un’ ulteriore sudditanza ai partiti e, per quanto ci riguarda, non ci fermeremo alle sole dichiarazioni di principio ma cercheremo di affermare con forza una separazione netta tra la gestione di un’azienda particolare - come è quella sanitaria - e le scelte di politica sanitaria che spettano, ovviamente, alla Politica”.

"Una raccolta di firme per dire no alla vergognosa norma che permette a ex parlamentari ed ex consiglieri regionali di diventare manager delle Asl a prescindere dalla loro preparazione". L'ha promossa, attraverso 1117 lettere spedite oggi ad altrettanti consiglieri regionali d'Italia (di maggioranza e di opposizione), il capogruppo della Margherita alla Regione Lazio, Mario Di Carlo, per il quale "è arrivato il momento di dare vita ad una nuova politica e una nuova etica della responsabilità". "Come consigliere regionale, ritengo che le priorità di una vera politica riformatrice in questo settore dovrebbero essere altre", dice ancora Di Carlo. "La lottizzazione dovrebbe lasciare il posto a professionisti selezionati sulla base di criteri oggettivi valutati per il raggiungimento degli obiettivi di salute e non solo su standard di gestione aziendale. La passione politica dovrebbe spingere le istituzioni a seguire la strada delle riforme e del cambiamento. Restituiamo, quindi, alla politica il suo ruolo e il suo valore, accettando di giocare fino in fondo la vera partita sulla quale in futuro saremo chiamati a rispondere. Per questo chiedo a tutti i consiglieri regionali d'Italia di sottoscrivere il mio appello affinché il prossimo Parlamento cancelli questa norma odiosa e irrispettosa nei confronti di tutti noi che dedichiamo alla politica gran parte del nostro tempo e delle nostre energie".


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