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Disciplina sulla Sindrome della Morte Improvvisa del Feto

pubblicata il 1 Marzo 2006


La legge prevede, al fine di promuovere la ricerca e la prevenzione nel settore in esame, che tutti i lattanti vittime della SIDS e tutti i feti deceduti senza causa apparente dopo la venticinquesima settimana di gestazione siano sottoposti a riscontro diagnostico negli istituti universitari o nei servizi
ospedalieri di anatomia e istologia.
Per garantire che ogni decesso sia esaminato in maniera completa ed esaustiva è richiesta la collaborazione di tutti i medici (ostetrico-ginecologo, neonatologo, pediatra curante e anatomo patologo) depositari delle informazioni relative alla gravidanza, allo sviluppo fetale, al parto.
Il provvedimento dispone, inoltre, che nella attuazione dei programmi di formazione continua in medicina la Commissione nazionale, provveda affinché ogni ostetrico, ginecologo, pediatra, neonatologo, anatomo patologo, istologo, medico di base e personale infermieristico consegua crediti formativi in materia di SIDS.

Diamo conto del testo pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 34 del 10 febbraio 2006.

Disciplina del riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e di morte inaspettata del feto.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Promulga
la seguente legge:

Art. 1.
1. I lattanti deceduti improvvisamente entro un anno di vita senza
causa apparente e i feti deceduti anch'essi senza causa apparente
dopo la venticinquesima settimana di gestazione devono essere
prontamente sottoposti con il consenso di entrambi i genitori a
riscontro diagnostico da effettuarsi nei centri autorizzati secondo i
criteri individuati nell'articolo 2, a cui sono inviati gli organi
prelevati. Le informazioni relative alla gravidanza, allo sviluppo
fetale e al parto e, nel caso di sindrome della morte improvvisa del
lattante (SIDS), alle situazioni ambientali e familiari in cui si e'
verificato il decesso, raccolte con un'indagine familiare, devono
essere accuratamente registrate e vagliate, per il completamento
diagnostico e per finalita' scientifiche, dall'ostetrico-ginecologo,
dal neonatologo, dal pediatra curanti e dall'anatomo patologo sulla
base dei protocolli internazionali.
2. Il riscontro diagnostico di cui al comma 1 e' effettuato secondo
il protocollo diagnostico predisposto dalla prima cattedra
dell'Istituto di anatomia patologica dell'Universita' di Milano. Il
suddetto protocollo, per essere applicabile, deve essere approvato
dal Ministero della salute.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia, ai sensi
dell'art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
alle quali e' operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Art. 2.
1. I criteri per l'autorizzazione dei centri di cui all'articolo 1
sono definiti, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore
della presente legge, con decreto del Ministro della salute, previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
2. Entro centottanta giorni dall'adozione del decreto di cui al
comma 1, le regioni provvedono ad individuare, sul loro territorio, i
centri scientifici, di carattere universitario od ospedaliero, che
svolgono la funzione di centri di riferimento per il riscontro
diagnostico dei lattanti deceduti improvvisamente senza causa
apparente entro un anno di vita e dei feti deceduti senza causa
apparente dopo la venticinquesima settimana di gestazione.
3. Per l'attuazione del presente articolo e' autorizzata la spesa
di 31.000 euro annui a decorrere dall'anno 2006.

Art. 3.
1. I risultati delle indagini svolte ai sensi dell'articolo 1 sono
comunicati dai centri autorizzati alla prima cattedra dell'Istituto
di anatomia patologica dell'Universita' di Milano che, nel rispetto
delle regole sul trattamento dei dati personali, provvede ad
istituire una banca dati nazionale e a trasmettere i dati cosi'
raccolti alla regione competente per territorio, ai medici curanti e
ai parenti delle vittime.
2. Per l'attuazione del presente articolo e' autorizzata la spesa
di 36.000 euro annui a decorrere dall'anno 2006.

Art. 4.
1. Le autorita' sanitarie nazionali e regionali provvedono,
nell'ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio:
a) a promuovere campagne di sensibilizzazione e di prevenzione
per garantire una corretta informazione sulle problematiche connesse
alla SIDS e ai casi di morte del feto senza causa apparente;
b) a predisporre appositi programmi di ricerca multidisciplinari
che comprendano lo studio dei casi sul piano anamnestico, clinico,
laboratoristico, anatomo patologico, istologico.
2. Il Ministero della salute, in collaborazione con le societa'
scientifiche interessate e con le associazioni dei genitori, previa
intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, provvede ad
emanare le linee guida per la prevenzione della SIDS.
3. Nell'attuazione dei programmi di formazione continua in medicina
di cui all'articolo 16-bis del decreto legislativo 30 dicembre 1992,
n. 502, la Commissione nazionale per la formazione continua, di cui
all'articolo 16-ter del medesimo decreto legislativo n. 502 del 1992,
e successive modificazioni, provvede affinche' ogni ostetrico,
ginecologo, pediatra, neonatologo, anatomo patologo, istologo, medico
di base e personale infermieristico consegua crediti formativi in
materia di SIDS.
4. Al fine di garantire una migliore assistenza ai nuclei familiari
colpiti da casi di SIDS o di morte del feto senza causa apparente, le
regioni possono prevedere progetti di sostegno psicologico ai
familiari delle vittime, anche facilitando i contatti con le
associazioni delle famiglie toccate da esperienze analoghe.
5. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Nota all'art. 4:
- Si riportano il testo degli articoli 16-bis e 16-ter
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino
della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'art. 1
della legge 23 ottobre 1992, n. 421), pubblicato nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 305 del
30 dicembre 1992:
«Art. 16-bis (Formazione continua). - 1. Ai sensi del
presente decreto, la formazione continua comprende
l'aggiornamento professionale e la formazione permanente.
L'aggiornamento professionale e' l'attivita' successiva al
corso di diploma, laurea, specializzazione, formazione
complementare, formazione specifica in medicina generale,
diretta ad adeguare per tutto l'arco della vita
professionale le conoscenze professionali. La formazione
permanente comprende le attivita' finalizzate a migliorare
le competenze e le abilita' cliniche, tecniche e
manageriali e i comportamenti degli operatori sanitari al
progresso scientifico e tecnologico con l'obiettivo di
garantire efficacia, appropriatezza, sicurezza ed
efficienza alla assistenza prestata dal Servizio sanitario
nazionale.
2. La formazione continua consiste in attivita' di
qualificazione specifica per i diversi profili
professionali, attraverso la partecipazione a corsi,
convegni, seminari, organizzati da istituzioni pubbliche o
private accreditate ai sensi del presente decreto, nonche'
soggiorni di studio e la partecipazione a studi clinici
controllati e ad attivita' di ricerca, di sperimentazione e
di sviluppo. La formazione continua di cui al comma 1 e'
sviluppata sia secondo percorsi formativi autogestiti sia,
in misura prevalente, in programmi finalizzati agli
obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale e del
Piano sanitario regionale nelle forme e secondo le
modalita' indicate dalla commissione di cui all'art.
16-ter.».
«Art. 16-ter (Commissione nazionale per la formazione
continua). - 1. Con decreto del Ministro della sanita', da
emanarsi entro novanta giorni dalla data di entrata in
vigore del decreto legislativo 19 giugno 1999, n. 229, e'
nominata una Commissione nazionale per la formazione
continua, da rinnovarsi ogni cinque anni. La Commissione e'
presieduta dal Ministro della salute ed e' composta da
quattro vicepresidenti, di cui uno nominato dal Ministro
della salute, uno dal Ministro dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca, uno dalla Conferenza
permanente dei Presidenti delle regioni e delle province
autonome di Trento e di Bolzano, uno rappresentato dal
presidente della Federazione nazionale degli ordini dei
medici chirurghi e degli odontolatri, nonche' da
venticinque membri, di cui due designati dal Ministro della
salute, due dal Ministro dell'istruzione, dell'universita'
e della ricerca, uno dal Ministro per la funzione pubblica,
uno dal Ministro per le pari opportunita', uno dal Ministro
per gli affari regionali, sei dalla Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano, su proposta della
Conferenza permanente dei presidenti delle regioni e delle
province autonome, due dalla Federazione nazionale degli
ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri, uno dalla
Federazione nazionale degli ordini dei farmacisti, uno
dalla Federazione nazionale degli ordini dei medici
veterinari, uno dalla Federazione nazionale dei collegi
infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici
d'infanzia, uno dalla Federazione nazionale dei collegi
delle ostetriche, uno dalle associazioni delle professioni
dell'area della riabilitazione di cui all'art. 2 della
legge 10 agosto 2000, n. 251, uno dalle associazioni delle
professioni dell'area tecnico-sanitaria di cui all'art. 3
della citata legge n. 251 del 2000, uno dalle associazioni
delle professioni dell'area della prevenzione di cui
all'art. 4 della medesima legge n. 251 del 2000, uno dalla
Federazione nazionale degli ordini dei biologi, uno dalla
Federazione nazionale degli ordini degli psicologi e uno
dalla Federazione nazionale degli ordini dei chimici. Con
il medesimo decreto sono disciplinate le modalita' di
consultazione delle categorie professionali interessate in
ordine alle materie di competenza della Commissione.
2. La Commissione di cui al comma 1 definisce, con
programmazione pluriennale, sentita la Conferenza per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e Bolzano nonche' gli ordini e i collegi
professionali interessati, gli obiettivi formativi di
interesse nazionale, con particolare riferimento alla
elaborazione, diffusione e adozione delle linee guida e dei
relativi percorsi diagnostico-terapeutici. La Commissione
definisce i crediti formativi che devono essere
complessivamente maturati dagli operatori in un determinato
arco di tempo, gli indirizzi per la organizzazione dei
programmi di formazione predisposti a livello regionale
nonche' i criteri e gli strumenti per il riconoscimento e
la valutazione delle esperienze formative. La Commissione
definisce altresi' i requisiti per l'accreditamento delle
societa' scientifiche nonche' dei soggetti pubblici e
privati che svolgono attivita' formative e procede alla
verifica della sussistenza dei requisiti stessi.
3. Le regioni, prevedendo appropriate forme di
partecipazione degli ordini e dei collegi professionali,
provvedono alla programmazione e alla organizzazione dei
programmi regionali per la formazione continua, concorrono
alla individuazione degli obiettivi formativi di interesse
nazionale di cui al comma 2, elaborano gli obiettivi
formativi di specifico interesse regionale, accreditano i
progetti di formazione di rilievo regionale secondo i
criteri di cui al comma 2. Le regioni predispongono una
relazione annuale sulle attivita' formative svolte,
trasmessa alla Commissione nazionale, anche al fine di
garantire il monitoraggio dello stato di attuazione dei
programmi regionali di formazione continua.».

Art. 5.
1. Agli oneri derivanti dagli articoli 2 e 3, pari a 67.000 euro
annui a decorrere dall'anno 2006, si provvede mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale
2006-2008, nell'ambito dell'unita' previsionale di base di parte
corrente «Fondo speciale» dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2006, allo scopo
parzialmente utilizzando l'accantonamento relativo al Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca.
2. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 2 febbraio 2006
CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Castelli
LAVORI PREPARATORI
Senato della Repubblica (atto n. 396):
Presentato dal sen. Calderoli ed altri il 5 luglio
2001.
Assegnato alla 12ª commissione (Igiene e sanita), in
sede referente, il 23 agosto 2001 con parere delle
commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 7ª e parlamentare per le questioni
regionali.
Esaminato dalla 12ª commissione, in sede referente, il
20 giugno 2002; 3, 9, 11, 30 luglio 2002; 27 maggio 2003.
Assegnato nuovamente alla 12ª commissione, in sede
deliberante, il 24 giugno 2003 con parere delle commissioni
1ª, 2ª, 5ª, 7ª e parlamentare per le questioni regionali.
Esaminato dalla 12ª commissione, in sede deliberante ed
approvato il 29 luglio 2003.
Camera dei deputati (atto n. 4248):
Assegnato alla XII commissione (Affari sociali), in
sede referente, il 4 settembre 2003 con pareri delle
commissioni I, II, V, VII e parlamentare per le questioni
regionali.
Esaminato dalla XII commissione il 22 ottobre 2003;
4-11 novembre 2003; 2 dicembre 2003; 27 gennaio 2004; 3
febbraio 2004; 20 aprile 2004; 11 maggio 2004; 16 giugno
2004.
Relazione presentata il 13 settembre 2004 (atto n.
4248-A-relatore on. Ercole).
Esaminato in aula il 7 e 9 febbraio 2005 e approvato,
con modificazioni, il 10 febbraio 2005.
Senato della Repubblica (atto n. 396-B):
Assegnato alla 12ª commissione (Igiene e sanita), in
sede deliberante, il 24 febbraio 2005 con pareri delle
commissioni 1ª, 2ª, 5ª, 7ª e parlamentare per le questioni
regionali.
Esaminato dalla 12ª commissione, il 2 marzo 2005 e
approvato con modificazioni il 20 dicembre 2005.
Camera dei deputati (atto n. 4248-B):
Assegnato alla XII commissione (Affari sociali), in
sede legislativa, in data 12 gennaio 2006 con pareri delle
commissioni V e VII.
Esaminato dalla XII commissione il 17 gennaio 2006 e
approvato il 18 gennaio 2006.

La presente legge è inoltre scaricabile in formato Pdf (72 Kb).


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